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Il Libro: rapprenta la Cultura e la Storia
Storia di Vimignano
Nelle antiche storie “ Vimignano “è citato dapprima con il nome di Aureliano che comprendeva un territorio vastissimo,successivamente con il nome di Arvigliano e Arvagliano ed infine con il suo nome attuale, che ritroviamo nelle carte intorno all’anno 1000.Il suo territorio è suddiviso, fin da allora, in tre distinte borgate Oreglia (chiamata già Corte Aurelia), Campolo e La Scola. In questi luoghi la vita è sempre stata molto tranquilla fino a che,nel secolo XII, i fortissimi Conti di Panico assaltarono il Castello di Rocca Bruna a baluardo e difesa di questo pacifico territorio.Nel 1307 “il capitano del bolognese esercito” tale Giuliano Malvezzi cacciò
i Panico e decretò la demolizione dei castelli e delle torri possedute dai vinti, la liberazione di tutti i prigionieri richiusi e il bando perpetuo dei castellani e dei servi che erano stati al servizio degli sconfitti. La gente di Vimignano restò per cinque secoli nella dipendenza del Comune di Bologna.Negli estimi del quattordicesimo secolo è riportato che le case in questa epoca sono costruite con pareti di legno e paglia e ricoperte di piastre levigate, successivamente agli inizi del 1400 si hanno le prime testimonianze di case costruite in muratura, con piccionaia, la cantina, la
capanna(ad uso lavorativo) ,la stalla,il forno e il “ledamaro”.Nel 1352 Vimignano fa comune a se, nel 1396 è unito a Vigo, Savignano, Verzuno, Montione, fino al 1729 anno nel quale si dividono e Vimignano e Savignano rimangono accorpati. Nel 1797 è eletto il capitano Parisi che redige il registro civico (lista elettori), vota l’accettazione della Costituzione Repubblicana e nomina i rappresentanti del popolo nell’assemblea elettiva dello stato, i decurioni. Sempre nello stesso anno viene costituita una sezione della guardia nazionale ,per reprimere le bande di contrabbandieri con la vicina Toscana;la stessa guardia nazionale è impegnata a contrastare le numerose bande di “briganti” del luogo che si oppongono alla pressione fiscale,alla coscrizione obbligatoria che manda a morire molti giovani e alla miseria che è andata gradualmente crescendo da quando si è passati ai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato i terreni demaniali. Nel 1799 il comune di Vimignano-Savignano entra a far parte del dipartimento del Reno e incluso nel decimo distretto o cantone di Vergato. Il napoleonico regno d’Italia con decreto dell’8 giugno 1805 riconosce nuovamente l’autonomia di Vimignano-Savignano che all’epoca conta 507 abitanti. L’unità d’Italia porta in questi luoghi l’avvento della ferrovia che però oltre ai benefici fa aumentare l’emigrazione,non più solo verso la Maremma ma anche verso la Francia,la Germania,le Americhe. Il territorio è molto vasto ma poco coltivabile e lontano da industrie e luoghi di commercio cosicché nel 1848 si contano appena 500 anime, molte delle quali, escluse quelle appartenenti alle famiglie abbienti, vive sostentandosi con “il frutto dolce e abbondante” dei castagneti.
Dopo che, nel 1869 anche i Vimignanesi sono coinvolti nelle agitazioni contro la tassa del macinato, si potenzia e modernizza il lavoro della cava e vengono a Vimignano centinaia di scalpellini; da qui la nascita della prima scuola elementare e l’allargamento delle strade anche se per l’arrivo della luce si dovrà attendere la fine della seconda guerra e per l’acqua gli anni sessanta.Nel corso della prima guerra (1915-1918) sono 24 i giovani vimignanesi che perdono la vita, li ricorderanno in una lapide tuttora presente sulla facciata della chiesa parrocchiale di Vimignano.In questi anni d’intolleranze politiche il 14 dicembre 1921 a la Scola perde la vita l’antifascista Primo Sibani.Gli anni più duri devono ancora arrivare, il 1944 è un anno terribile per le popolazioni di questi luoghi coinvolte nelle azioni belliche della Wermacht SS mentre la linea gotica divide in due la penisola passando a sud di Castiglione dei Pepoli.Di qua i tedeschi e la Repubblica di Salò, di la'Lo stato, l’esercito,gli alleati.
Sono i tempi duri della Resistenza, dei rastrellamenti di civili,da parte dei tedeschi,con false accuse. Il 29 settembre 1944 a Casaglia è ucciso Don Ubaldo Marchioni assieme ai suoi fedeli in uno degli episodi da tutti ricordato come strage di Marzabotto.Molto furono i morti, i feriti, gli sfollati.Adriano Degliesposti è trucidato dalle ss a Cavallino, dove hanno il loro comando, con l’accusa di essere un partigiano. Il 2 e 5 ottobre 1944 è fortemente cannoneggiata la Scola e il giorno 6 alle ore 16.30 si vedono i primi 4 inglesi , alle 19 i tedeschi in ritirata fanno saltare il ponte di Riola. Fino a tutto il 1945 le attività che sostengono l’economia di Vimignano sono le cave con il loro indotto (fabbri e falegnami), il commercio del bestiame, i lavori dei contadini, dei legnaioli.
Tra il 1947 e il 1950 nascono le cooperative di consumo di Vimignano, quella degli scalpellini e quella degli edili di Montovolo.Tra il ’50 e il ’60 con lo sviluppo industriale,con il commercio e l’incrementare del terziario vi è il decadimento dell’agricoltura con il conseguente spopolamento delle nostre zone a favore di Bologna.Un lento ripopolamento avviene in questi anni con la seconda casa che un tempo era l’abitazione principale.